La Casa di Marco nasce dal desiderio di un padre, Giorgio: che suo figlio continui ad abitare, anche quando non ci sarà più, la casa che da sempre li ha tenuti vicini e li ha visti crescere, e che soprattutto possa farlo non da solo, ma insieme a chi, come suo figlio Marco, vede e sente il mondo un po’ più forte di tutti noi. Dopo la morte di Giorgio, il suo sogno si realizza grazie a chi aveva vissuto con loro i momenti più gioiosi ed anche quelli di sofferenza: la casa dove aveva accudito il figlio Marco, non preoccupandosi troppo dell’ordine o della pulizia, si trasforma in luogo nuovo, in una casa nuova. A settembre scorso Marco ha accolto nella nuova casa altri due compagni di vita, Nando e Nazzareno, anche loro affetti da disabilità, aiutati da quattro operatori, Giuliana, Simone, Lucia e Roberto, che instancabilmente li assistono; a dicembre la casa di Marco è stata inaugurata ed ora Marco, Nando e Nazzareno sono pronti ad accogliere un altro amico, certi che la loro diversità, accolta ed arricchita da ciascuno, possa essere esempio per tanti.

Pensiamo che il progetto candidato sposi il messaggio di pace 2023 del Papa, che ci invita a non lasciare nessuno ai margini del campo, contribuendo alla realizzazione di percorsi in grado di creare legami, promuovendo l’accoglienza e l’inclusività. Come in ogni squadra che si rispetti, ognuno a casa di Marco dà il proprio contributo: c’è Marco, che ha saputo conservare il ricordo di quella vita abitudinaria a cui era affezionato, custodendolo nella sua vecchia casa e lasciando che venisse colorato e animato dall’arrivo di Nando e Nazzareno; ci sono i ragazzi, ognuno dei quali ha lasciato la propria zona di comfort per mettersi in gioco, affidandosi al consiglio di chi, vedendo oltre il visibile e superando ogni pregiudizio, ha saputo trasformare una criticità in un’occasione, in una novità nella nostra realtà, che, perché no, farà da apripista a tanti altri progetti; ci sono gli operatori che hanno saputo spronarli sempre a fare meglio, rendendoli più consapevoli dei propri punti di forza, sui cui è possibile lavorare, affinché il cammino divenga il più autonomo possibile, ed hanno saputo con umanità e professionalità conquistare la loro fiducia instaurando con loro un legame anzitutto di amicizia. Quando siamo stati nella loro casa per conoscerli meglio abbiamo ascoltato le loro storie e scoperto i soprannomi che gli operatori hanno dato ad ognuno: Marco è il geometra, sempre attento, preciso e pignolo, Nando è il tuttofare, dandosi completamente nella cura della casa e di chi lo circonda, Nazzareno è Zenzero, il più vivace, il più irrequieto, la vera anima della casa! La “scheda di allenamento” che li vede tutti coinvolti non è rigida e ferma, ma cambia, come cambiano le loro esigenze: è un allenamento quotidiano che si basa sulla collaborazione, in casa e non solo, che impone ad ognuno di assumere responsabilità e impegni, affinché la convivenza sia possibile e sull’ascolto, dell’altro e anche, soprattutto di sé stessi. La nuova vita di Marco, Nando e Nazzareno è una vita colma, colma di attività organizzate anche fuori dalla casa, e colma di volti, mani e occhi che li accompagnano ovunque si trovino, non lasciandoli mai soli.

A casa di Marco, ci dice chi condivide con lui, non solo il nome, ma ben quaranta anni di amicizia, “batte forte il cuore”: si è in tanti, e tanti cuori battono forte, i cuori di Marco, Nando e Nazzareno, i cuori degli operatori, i cuori di chi viene accolto in casa, ma un solo forte battito si sente, quello in cui ci ritroviamo tutti a giocare, insieme, per un unico obbietto, la Pace.